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Dott.ssa Marianna Piffer
Biologa nutrizionista
Dott.ssa Marianna Piffer
Biologa nutrizionista
Albo Professionale Biologi n. Tri_A3813
P.Iva 02804670228
📍Passaggio dei Iona n. 3 - Lavis (TN)
Ambulatorio presso lo studio
"Il GIGLIO studio multidisciplinare"
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Da una formazione scientifica all’apertura verso la scienza ayurvedica
Percorsi nutrizionali personalizzati, basati su evidenze scientifiche e integrati con i principi dell'Ayurveda, per promuovere l'equilibrio psicofisico e il benessere globale della persona
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Sono Marianna Piffer, biologa nutrizionista.
Per me il cibo non è mai solo cibo. È relazione, è energia, è radicamento. È il modo in cui iniziamo la giornata, il modo in cui la attraversiamo, il modo in cui ci riposiamo. È ciò che nutre la fisiologia, certo, ma anche ciò che sostiene la parte emotiva, la qualità del sonno, la gestione dello stress, la percezione di sé.
Quando incontro qualcuno, non vedo soltanto un corpo da “sistemare”, un piano da costruire, un obiettivo da raggiungere. Vedo una storia. Vedo un ritmo. Vedo una luce interna che a volte è forte, a volte è stanca, a volte chiede solo di essere ascoltata.
Il mio lavoro nasce dall’intreccio di:
Questi vari aspetti si incontrano per accompagnarti verso un benessere autentico, sostenibile e a 360°.
Un benessere che non è solo “mangiare bene”, ma sentirti bene. Nel corpo, nella mente, nelle emozioni, nella tua vita quotidiana.
Il mio obiettivo
Il mio obiettivo è guidarti verso un nuovo modo di vivere il benessere attraverso:
Posso aiutarti a riportarti dentro di te, a ritrovare un benessere che non è solo fisico, ma emotivo, mentale e quotidiano. A riconnetterti con il tuo corpo, con i tuoi ritmi, con la tua energia. A riscoprire che il nutrimento è ovunque: nel piatto, nella luce, nel respiro, nella pelle, nei gesti gentili che scegli ogni giorno.
E che quando impari ad ascoltare il tuo corpo, tutto il resto torna a funzionare.
Il mio supporto è accompagnarti verso un modo di nutrirti più intuitivo, radicato e autentico. Un modo di ascoltare il corpo non come un insieme di funzioni da “aggiustare”, ma come il tuo primo luogo, il tuo tempio, la casa che ti accompagnerà per tutta la vita.
Credo che il corpo sia una bussola silenziosa: sa quando è stanco, quando è leggero, quando è infiammato, quando è felice. Sa cosa gli fa bene e cosa lo appesantisce. Sa quando ha bisogno di calma, quando ha bisogno di movimento, quando ha bisogno di essere nutrito e
quando ha bisogno di essere lasciato respirare.
Il mio lavoro è aiutarti a riconnetterti a questa voce, a questo linguaggio antico che spesso ignoriamo per fretta, abitudine o distrazione. Perché quando perdiamo il contatto con il corpo, perdiamo la direzione. E quando il corpo si ferma, si ferma tutto: l’energia, la lucidità, la serenità, la capacità di vivere pienamente.
Accompagnarti significa riportarti a sentire: il ritmo naturale della fame e della sazietà, la qualità dell’energia durante la giornata, la leggerezza dopo un pasto che ti sostiene, la calma che arriva quando il corpo è ascoltato davvero.
Significa aiutarti a costruire un benessere globale: un equilibrio che nasce dall’armonia tra corpo, mente, emozioni e ritmo naturale. Un benessere che non si impone, ma si coltiva. Che non si forza, ma si risveglia. Che non si raggiunge con la perfezione, ma con la presenza.
Il percorso formativo e le esperienze maturate
Il mio percorso nasce da un cammino che non è mai stato lineare, ma profondamente intrecciato: scienza, cura della persona, ascolto, Ayurveda, fisiologia, emozioni. Ogni tappa della mia formazione è stata un tassello che ha costruito il metodo che oggi porto nel mio studio.
Il mio percorso formativo vede il Diploma di Perito Chimico e poi il conseguimento di:
· Laurea Triennale in Scienze della Nutrizione e Gastronomia – Università San Raffaele di Roma
· Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana – Università San Raffaele di Roma
· Diploma di primo livello in Ayurveda – Lakshmi Italia
· In corso di completamento: Master in Nutrizione Clinica
La scienza come radice
La mia base è scientifica, solida, rigorosa. Ho scelto di studiare nutrizione perché volevo capire davvero come funziona il corpo, come si rigenera, come si infiamma, come si riequilibra.
Ho conseguito la Laurea Triennale in Scienze della Nutrizione e Gastronomia e poi la Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana all’Università San Raffaele di Roma. Due percorsi che mi hanno dato una visione completa: dalla biochimica alla fisiologia, dalla nutrizione clinica alla gastronomia, dalla scienza degli alimenti alla loro trasformazione.
Prima ancora, il Diploma di Perito Chimico mi aveva insegnato a leggere il corpo come un sistema complesso: reazioni, equilibri, processi. Una base che oggi considero un dono prezioso.
E continuo a studiare: sto completando un Master in Nutrizione Clinica, perché credo che la scienza sia un viaggio che non finisce mai.
L’Ayurveda come sguardo sulla vita
Poi è arrivata l’Ayurveda. Non come moda, non come curiosità, ma come rivelazione.
Nel 2013 ho fatto un viaggio in Sri Lanka, un viaggio che ha cambiato il mio modo di vedere il corpo, il cibo, la cura. Ricordo ancora l’odore delle spezie nell’aria, il rumore delle foglie mosse dal vento, la lentezza dei gesti, la calma dei volti. Ricordo le mani degli operatori ayurvedici che lavoravano con una presenza totale, come se ogni movimento fosse un atto sacro. Ricordo i pasti preparati con ingredienti semplici, stagionali, locali, ma capaci di trasformare l’energia di una giornata.
In Sri Lanka ho visto con mano cosa significa davvero Ayurveda: non una lista di alimenti esotici, non rituali lontani dalla nostra cultura, ma un modo di vivere, un modo di ascoltare, un modo di nutrire.
Ho visto persone che si curavano rispettando la stagione, il clima, il ritmo del giorno. Ho visto come il cibo veniva scelto non solo per i nutrienti, ma per la sua energia: rinfrescante, riscaldante, radicante, leggera. Ho visto come il corpo veniva considerato una storia, non un insieme di parametri.
Quell’esperienza ha aperto un mondo dentro di me.
Quando poi ho conseguito il Diploma di primo livello in Ayurveda con Lakshmi Italia, tutto ciò che avevo visto ha trovato un nome, una struttura, una filosofia. La stagionalità, i ritmi, le energie dei cibi, la costituzione individuale, la presenza nel momento del pasto, la lentezza, la consapevolezza: tutto ciò che avevo intuito in Sri Lanka diventava finalmente comprensibile, integrabile, praticabile.
L’Ayurveda mi ha insegnato che il corpo non è solo un insieme di valori da misurare: è una storia, un ritmo, una stagione interna. Mi ha insegnato che ogni persona ha un equilibrio diverso, e che il nutrimento deve rispettarlo. Mi ha insegnato che il cibo è relazione: con la terra, con il tempo, con noi stessi.
Perché ho scelto questa professione
Fin da bambina sono sempre stata una grande osservatrice. Mi affascinava cogliere i piccoli segnali del corpo, i gesti delle persone, i loro ritmi quotidiani. Guardavo come si muovevano, come respiravano, come cambiavano quando erano felici, stanche, preoccupate. Era come se il corpo parlasse una lingua silenziosa che io riuscivo a sentire. Questa sensibilità è diventata ancora più forte durante la mia adolescenza, quando mia madre ha attraversato un periodo di malattia. In quegli anni ho visto con i miei occhi quanto la nutrizione, l’integrazione mirata, la routine quotidiana e il modo di vivere possano trasformare l’energia, la forza e la qualità della vita. Non era teoria: era esperienza. Era realtà. Ho visto come un pasto preparato con cura potesse cambiare una giornata. Come un ritmo più gentile potesse alleggerire il corpo. Come piccoli gesti quotidiani potessero restituire equilibrio, presenza, dignità. E forse, se guardo indietro, tutto era già iniziato molto prima.
La bambina che voleva nutrire il mondo
Avevo otto anni quando decisi che volevo “prendermi cura delle persone nutrendole”. All’inizio volevo fare la cuoca: nella mia testa, se sapevo cucinare, avrei potuto aiutare gli altri a stare bene. Poi volevo fare la dietologa (non sapevo ancora che esistesse il biologo nutrizionista). La mia idea era semplice e pura: se so fare da mangiare, posso consigliare come mangiare. Passavo pomeriggi interi a guardare i primi programmi di cucina, seduta sul divano con un quaderno consumato. Scrivevo ricette, annotavo ingredienti, disegnavo piatti che immaginavo potessero “far star bene”. Quel quaderno ce l’ho ancora: è la mia prima testimonianza di cura.
La cura come missione
Da lì è nato tutto. È nato il mio desiderio di capire, studiare, approfondire. È nata la mia convinzione che il cibo non sia solo nutrizione, ma cura, ascolto, relazione. Negli anni, incontrando tante storie diverse, ho capito che molte persone non hanno bisogno solo di sapere cosa mangiare, ma di ritrovare equilibrio, fiducia, energia, presenza. Ho compreso che il mio ruolo non è semplicemente fornire indicazioni nutrizionali, ma aiutare chi si affida a me a riconnettersi con sé, con i propri ritmi, con il proprio corpo.